Mi mancano i tuoi occhi ma i pompini di più

Il titolo di quest’articolo non è una provocazione, o meglio, per il significato che ha assunto oggi questa parola sarebbe riduttivo. Sarebbe come paragonarmi a una di quelle troie che per qualche attimo di notorietà promettono di succhiare cazzi in cambio di un voto al referendum. Non è questo il caso. Qui si cerca di trasmettere qualcosa, un messaggio, almeno ci si prova.

Il titolo di quest’articolo l’ho “rubato” tra le tante scritte fatte sui muri dai numerosi writers della mia città. La scritta era accompagnato da un disegno, inutile dire sessualmente esplicito. Mi ha colpito. L’ho trovato a modo suo geniale. Descrittivo. Si, descrittivo è il termine giusto, perché rappresenta parte della realtà, la racconta, in modo originale e “ignorante”. Racconta un mondo in cui l’Amore non ne fa parte. L’Amore si esalta ma a tratti. Dove quando lo si fa, l’Amore, si preferisce farlo “a pecora”, guardarsi negl’occhi è troppo intimo. Le forzature sono tante. Forzati come applausi in uno studio televisivo, un tabellone luminoso sopra la testa ci dice quando farlo. Applaudi. Ama.

Oggi è uno di quei giorni, il tabellone è acceso. On Air. Ho il permesso di farlo, ma sono fermo, forse mosso dalla tendenza ad andare contro, quella a dire sempre no perché in un certo senso è così che si viene presi sul serio, dicendo no.  C’è però dell’altro, è il rifiuto. Questo boccone non lo mando giù. Sono un bambino. Sono una donna costretta ad “ingoiare” per l’ennesima volta.

Vorrei altro, sul serio.

«Ho visto il mondo, ma non era bello» lo dice Alexandre Jacob dopo aver girato il mondo. Rubo frasi, lo faccio di continuo. Rubare per esprimere meglio dei concetti, rubare per l’anarchia. Se c’è qualcuno li su` mi perdoni. Il mondo non è bello. Il mondo imbruttito. L’insieme delle cose viste con soli due occhi sono sfocate, deformate dalla solitudine. La solitudine è farsi una sega quando hai bisogno d’altro.

Ho detto che vorrei altro ed è vero. Bello tenere per mano un’altra persona e accontentarsi di quello. Scopare sotto effetto di LSD, la penetrazione è mentale non fisica. Un mucchio di colori ma l’attenzione è sull’altro. L’altro parte integrante del trip. Viaggi che non riesco a condividere senza alterare la mente. Bello prendere per mano chi amo e dirle sottovoce «Ti porto via con me», come Jovanotti, come quel poliziotto che ha sparato in testa alla moglie. Catapultati fuori, lontani da tutto questo. Lontani da questo mondo fatto di consuetudini. Abitudini. Le abitudini che uccidono l’Amore. Ti porto a cena fuori ma solo se poi mi succhi il cazzo.

Oggi è San Valentino, passatelo nel migliore dei modi, ve lo auguro. Io cercherò di fare l’Amore, forse ci riuscirò o forse no, forse sarà il solito sesso. Sesso ripetitivo che faccio tutto l’anno.  Sfogo e poi mi sento vuoto perché mi mancano i tuoi occhi ma i pompini di più.

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